Venerdì, Giugno 09, 2006

ci siamo mangiati la lavatrice....

ciao, ieri sera, abbiamo provato un nuovo ristorante.

Appena aperto, questo nuovo locale, Hosteria del Pesce, subentra ad una vecchia pizzeria testimone di belle serate trascorse tra l'altro anche in compagnia di Giubboldi, Gusto, Ale, Genio e Roberta Etc.

Il look totalmente cambiato era serioso e di alta classe ma, nell'entrare non era poi tanto di quell'idea.

Giá l'approccio con il barista non era dei piú professional, sorseggiando una minerale direttamente dalla bottiglia ( licenziamento immediato ), tutti i camerieri erano vestiti in nero o chi di rango con un completo e cravatta classica tranne una ragazza con jeans al ginocchio sandali da spiaggia e maglietta non stirata ( licenziamento immediato ).Il proprietario ( accento veneto ) cocainomane ed incazzato giá alle sette di sera.

Una parte del locale é adibita a pescheria con tutto il pesce in esposizione, in lavorazione per la cucina nell'piano interrato, un'esposizione vini eccezionale solo Italia e Francia.

i sediamo , controlliamo il menú, ordiniamo food and wine, aspettiamo osservando il restirante.

scegliamo un carpaccio di spigola consigliato da dividere come starter, io un coccio in guazzetto, Kat un Rombetto tipico arrosto in patate e pomodorini, come vino scelgo un Venica Pinot Bianco.

Giá la ragazza passa avanti ed indietro trasportando i bicchieri tra le dita, i Camerieri si sbattono la testa tra di loro girovagando per il ristorante senza sapere che fare, intanto io sono costretto a servirmi il vino.

Il boss mi mostra il pesce che andrá a cucinare: 500 gr di rombetto e 700 di coccio due calcoli rapidi e capisco giá che ci imboffettano. Continuo a servirmi il vino ed arriva la spigola una fettina e mezza a testa ( consigliato da dividere ). Entrano 4 tipi, si accomodano leggono il menú e fanno quello che avremmo dovuto fare noi, si alzano e se ne vanno. dopo 7 secondi lo starter é finito e continuo a servirmi il vino, camerieri non esistono, eccolo ancora il barman trangugiare a garganella la sua minerale, il boss beve di nascosto whisky on the rocks. Arriva il secondo: pulizia del pesce al tavolo, il rombo é facile da pulire e lo fa il boss lasciando il cameriere alle prese con il coccio.

il pesce e ottimo fucking fresco ma le patate di Kat sono crude ed io inizio a togliere spine dall abocca, il camriere arriva e mi dice che ha lasciato le spine della pancia perche sono difficili da levare ( licenziamento immediato ). Continuo a versarmi il vino  ( il cameriere arriva sempre in ritardo ). caffé senza dolce, una sigaretta e ci portano il posacenere: sorpresa il posacenere della vecchia pizzeria con tanto di scritta: Scué Scué abbastanza ridicolo, chiediamo il conto e ci aspettiamo un 170, 180 pound ma arriva il conto di 240 pound: pochino esagerato.

il boss ci porta uno spiedino di frutta flambé con un chicco di uva, una fragola ed un cubo di melone.

Ce ne andiamo rubando il posacenere dello Scué Scué perché era nostro diritto.

Si ci siamo mangiati la lavatrice che dovevamo comprare tra 15 giorni. poco male, Per un po' si cucina in casa.

per vedere la foto del bill totale devi cliccare sulla stessa. Bene ottima mangiata, ottimo pesce, servizio di merda e bill esagerato. Non pensate nemmeno che vi porti a mangiare lí. Ciao a tutti  

 

Posted by cicchia at 10:46:12 | Permanent Link | Comments (2) |

Sabato, Giugno 03, 2006

un altro aiuto in cucina

La nostra rubrica culi naria sta prendendo sempre di piú piede sia al l’ostello Cic&Kat ( dove proviamo di prima persona le varie ricette ) sia dall’imprecisato numero (da 2 a 5)di affezionati che cercano nuove ispirazioni per i loro privati manicaretti.
            Proprio a fagiolo (per restare in tema ), come il cacio sui maccheroni, come un cavolo a merenda, tutto ha un fine ma il salame ne ha due, dopo mesi di ricerche abbiamo ricevuto la visita ( non di persona, purtroppo, ma attraverso terzi) del noto chef e consulente della nostra rubrica, il famoso: Cam Nha Nin Vas Chow che ci ha redatto un esauriente reportage sui modi e gli usi della cucina e del mangiare Tailandesi.
            Ricca di leggende e usanze, la cucina Thai, pone  come primo “comandamento” che,  mangiare soli porta sfortuna, come dire: “chi mangia solo si strozza”, “chi tarda ai pranzi mangia gli avanzi”;  una cucina interessante perché, grazie agli ingredienti e ai metodi di preparazione, consentono di preparare piatti gustosi e sazianti ma poveri di calorie: troppe salse vivande false, pane di villano rustico ma sano, grassa cucina, magro testamento.
            Come ci ricorda lo chef Vas Chow le basi della cucina Thai sono: carne crostacei e pesce in grande quantità. Carni lessate mai sono avanzate, crostacei grigliati il dottore li ha consogliati e pesci sempre fritti, come disse il merluzzo al cefalo nella rete. Il pasto tailandese è una sinfonia di sapori armonicamente legati fra di loro e la massaia canterina, fá musica in cucina. Insieme alla obbligatoria ciotola di riso al vapore, che abbonda sempre, verranno serviti contemporaneamente diversi piatti che includono una minestra, un piatto di curry, un piatto a base di pesce, delle insalate, delle verdure saltate e almeno due salse, perche’ un contorno adatto fa migliore un piatto, finché ce n’e’ viva il re. Con una grande e capace pentola chiamata: wok si saltano sia le verdure che la carne, sia il pesce che un piatto di curry perche’ da sempre in pentolino piccolino poca pappa c’e, anche se in una stessa pentola posto non c’e’ abbastanza per fare un arrosto ed una pietanza, seppure la pignatta dev’esser garantita per farti la minestra saporita. Prima si dispone il riso che abbonda sempre, in una ciotola e poi si guarnirá con pezzi di tutte le pietanze perché tutto fa’ brodo e finisce in minestrone. Questi sono solo alcuni dei 400.000 consigli che l’amico Cam Nhan Ini ci ha portato dal suo viaggio in thailandia,ricordando che: “Chi fa’ l’altrui mestiere fa’ la zuppa nel paniere” .

Arrivederci e di grappini e caffe’ fermati a tre.

ciao

Posted by cicchia at 04:06:53 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì, May 29, 2006

cucina in porto gallo

Riceviamo la prima relazione dal nostro secondo inviato cuoco (  Lucau  Venchiarinho ) alla ricerca di nuove espressioni culi narie e gusti dimenticati.

Dopo la parentesi Finnica, arriviamo nel caldo e afoso Portugal per svelare il segreto di un leggendario piatto dell'interno del paese: I Bigogi de Sogra ao Vinho Verde.

questa ricetta segretissima in Portogallo e' stata rinvenuta grazie alle ricerche in campo del nostro Lucao e grazie agli aiuti di una comunita' segreta Brasileira in azione in portogallo per cercare la soluzione del mistero dei portoghesi con i baffi, ma questa e' un'altra storia. Allora: 

Sicuramente avrete sottomano una sogra ben impiantata e vecchio stile,  la potrete trovare facilmente nelle zone rurali di Braga o Sao Vincente dove la sogra trova il suo ambiente naturale piu' idoneo. non molto agile per l'eta' e' comunque reattiva allo straniero che invade il suo territorio e violenta anche con la propria prole che non segue i suoi consigli o meglio ordini. se non la trovate,non potete iniziare nemmeno la preparazione di questo piatto. Dunque trovata la sogra ( meglio se ancora viva ) alietarla con del vinho verde a calici per tre o quattro ore fino a farla diventare rossa sulla cara, dopodiche' lasciarla riposare. nel frattempo pulire una griglia al fuoco con dei fogli di Jounnal da Tarde o Lisboa Noite, affilare un coltello da pesce e prendere la vecchia Sogra per la cabeca, dolcemente senza scomporla troppo. Ricordiamo che i Bigogi di Sogra vecchia sono abbastanza duri si consiglia percio' un buon e paziente lavoro di coltello, se escono ancora difficolta nel taglio, si consigliano ancora un paio di calici di vinho verde e un po' di Fado originale.

levati i bigogi, disporli sulla griglia gia' riscaldata al fuoco e cuocere per una decina di secondi per lato. prendere quel che resta dei bigogi e sistemarli a ventaglio su un piatto.

Secondo la tradizione bisogna mostrare i bigogi di sogra cucinati al primo figlio di nome Manuel o Joaquin della familia proprietaria della sogra a mo' di ringraziamento e buon augurio e mettere tutto nel licho senza aspettare il caffe'. Sempre questo piatto suscita stupore e commozione e un gusto amaro in bocca ( amaro in bocca ) molto piu' accentuato se ci si aspetta il caffe'.

ringraziamo il nostro chef reporter Lucao e boa apetiti e vai embora

ciao dall'ostello a tutti i nostri afecionados.

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted by cicchia at 19:54:09 | Permanent Link | Comments (0) |

Domenica, May 21, 2006

angolo culi nario

ricettina speciale dal nostro inviato speciale:

per voi dalla Finlandia il famoso chef Sgardo Nokia aka Flash

Oggi ci parla di una tradizionale ricetta finlandese fortunosamente ritrovata nel doppio fondo di un igloo nei pressi di Palakka tololla.

La ricetta in questione risale al periodo mezzoglaciale.

Besakka Galilinka Grus Prosacca Rennika nappa Pisalla Froz 

Tradotto nella nostra lingua :

Involtini di Bes Galili' e prosciutto di Renna dicembrina su granita di piselli  .

come il nostro cheffo fa ben notare, l'importante e' trovare dei Bes Galili' non troppo anziani e soprattutto non spigolosi per un piu' facile avvolgimento del prosciutto di renna.

spellarli o Sbucciarli o spennarli con molta cura dopo averli precedentemente frollati nel ghiaccio trito per due mesi, evitare di buttare il ghiaccio che verra' interamente usato per la granita di piselli di giardino.

dopo averli rosolati all'osso o alla lisca, sporzionarli in piccoli pezzi o rondelle o dadi o mezze sfere elicoidali e avvolgerli in una fetta di prosciutto di renna maschio senza romperla per non perdere il succo o il nettare o la polpa dei bes galili' e infornare per tre giorni a sette gradi in forno termo ventilato o pressofuso o vettore si sconsiglia l'altoforno per un difficolta' di utilizzo casalingo.

nel frattempo pestare i piselli freschi di stagione, meglio se appena colti e pestarli in mortaio con i tre chili di ghiaccio precedentemente utilizzati per frollare i bes galili' e stendere questa granita verdeggiante su di un piatto di portata precedentemente portato a temperatura di - 15 e disporre gli involtini a ventaglio o a torre o a julienne ed innaffiare con dell'essenza di pino silvestre.

servire chill con un buon bicchiere di mostarda del 97.

bodella famakka patullakka

che significa buon appetito a tutti.

la ricetta ed un assaggio del famoso piatto nazionale finnico li potrete trovare presso lo studio fotografico sbardolakka di Iseo lakko.

grazie ancora al nostro chef sbardo Nokia per il suo prezioso contributo.

dall'ostello di Cic&Kat un saluto e due ditalla in Bokka.

 

 

 

Posted by cicchia at 13:38:47 | Permanent Link | Comments (0) |