Sabato, Luglio 28, 2007

Lagodiseo presenta il suo campione

ei, ai u duin mait
ies iar ai em
from de reining norf, from de capital of nofing, Cicchia uill trai is best tu partesipeit et de Morra dei tutausenseven
Cicchia, (ciampion of ingland and uelsch (diuring de sics nescion), ciampion of sardegna (diuring de big it in Olbia tutausenseven) end, ambitten in ingland (versus ol de italian pleier visiting Landon ), de onli person eibol tu bring de olredi femus Drunken Cup in Ingland for uan iar.
bi redi or be redo ...redo? redolfi no non penso proprio bat eniuei si iu sun
 bai bai
lagodiseo.blog 
Questa é la copia della lettera che noi "Lagodiseo.blog" abbiamo gentilmente spedito a decidiodecedi (presumibilmente organizzatori di questa manifestazione che attacca le sue radici sul filo della schiena di uno dei giochi d'azzardo piú conosciuti in Italia ed all'estero) per presentare il portacolori del nostro blog, colui il quale tutto fará per strappare la Coppa dei Cioc, e portarla una volta tanto in quel d'Inghilterra (terra dove la morra é totalmente sconosciuta come in Bangladesh, in Groenlandia e nella regione sud della Mauritania Occidentale.
Ciao al prossimo collegamento.
PS ciao Walter




































ciao a tutti
Posted by cicchia at 20:13:10 | Permanent Link | Comments (0) |

Domenica, Luglio 22, 2007

guarda chi ti becco!

1970 PORTO GABRIELE ROSA






 























si riconoscono vero?
foto scattata con una Ferrania Ibis 1952
esposta nella bacheca vecchie glorie
all'Ostello Cic&Kat.

Posted by cicchia at 19:34:25 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì, Luglio 17, 2007

Kupeza mbewa ŠŠ. Buana, mugola ( da "I viaggi di Baba" )

³Kupeza mbewa ŠŠ.. Buana, mugola?² E¹ la cantilena che si sente viaggiando
lungo la M1, la strada che attraversa il Malawi verso sud collegando la
capitale a Blantyre. Ragazzi mostrano pile e pile di topi incastrati,
sovrapposti fra due bastoni. Si incontrano spesso questi improvvisati
venditori lungo le strade specialmente fra Balaka e Blantyre dove la caccia
ai sorci è un affare serio! Come imbonitori, i giovani dei villaggi si
allineano lungo la carreggiata proponendo ³bastoni² di topi cotti. Li fanno
dondolare mettendoli in bella mostra ad ogni macchina che passa invogliando
il guidatore e l¹equipaggio nel sperimentare un invitante spuntino.
Le mani unte e le magliette macchiate di questi trafficanti in erba indicano
la quantità di grasso che un topo cotto produce -cicce perfette per quelli
che hanno un buon appetito e sono alla ricerca di carni particolarmente
grasse.
Il costo è di circa 100 Mk -poco più di mezzo euro- per un bastone di dieci
pezzi. Il prezzo varia però in accordo alla quantità/qualità dei roditori e
alla condizione del cliente. Oltre che lungo le strade, i topi sono venduti
-vivi o cotti- in gran quantità nei mercati dei villaggi. Importate
precauzione per tutti i compratori è di non acquistare mai topi crudi; in
poche ore la qualità delle carni degrada e vanno a male.
Catturare le deliziose prede non è facile come mangiarle ma può essere molto
divertente. Per prima cosa bisogna individuare i tracciati che le bestie
usano per spostarsi e che solitamente portano ad un reticolo di tunnel
sotterranei dove vivono. Individuato il covo, il passo successivo e il più
impegnativo di tutti, è scavare per raggiungere la tana. Spesso i cacciatori
bruciano il bush per pulire la zona in modo che il ratto può essere
facilmente individuato se decide di uscire durante lo scavo. Un buon
accorgimento è quello di tappare alcuni tunnel in modo da ridurre le fughe
dalle ³uscite d¹emergenza². Molta corsa e polvere. Il topo è una creatura
sfuggente, un abile demone che si muove zizzagando velocemente nel bush. Fa
di tutto per salvare la pelle ingeniandosi in mille astuzie e acrobazie. Per
questo solo i cacciatori più giovani ed energici sono raccomandati per una
rincorsa che richiede buone dosi d¹agilità, resistenza e intuito. Qualche
battitore usa la tattica dell¹affumicamento ³inondando² le tane con fumo di
paglia impedendo alle prede di scappare. Questa pratica è in ogni modo
rifiutata dai cacciatori ortodossi perché fa perdere il naturale sapore alla
carne quando è cotta. In una buona giornata una squadra di tre - quattro
cacciatori, se sono abbastanza fortunati e abili, può tornare a casa con un
paio di centinaia di prede nel carniere.
Il sistema tradizionale per cucinare il topo è semplice. Stomaco e intestini
vanno rimossi -possono essere amari e rovinare il banchetto. La pelle va
lasciata! Il sorcio è l¹unico animale che può essere mangiato intero con
pelle e pelo -dalla testa o se preferite dai baffi alla coda. Lessare il
topo preparato in questo modo, preferibilmente in una pentola di coccio, in
abbondante acqua fino a completa cottura, scolare e salare a piacere.
Nient¹altro. In seguito le leccornie così cucinate vanno incastrate fra i
bastoncini ed esposte per almeno tre ore su una roccia al sole per
l¹essiccatura finale avendo l¹accortezza di rigirarli ogni tanto.
A questo punto la prelibatezza è pronta per la delizia dei palati più
curiosi che si trovano a transitare lungo la M1.

³Kupeza mbewa ŠŠŠ Buana, mugola?²

Posted by cicchia at 01:11:10 | Permanent Link | Comments (0) |

Adis Abeba stop over ( da " I viaggi di Baba" )

Ciao, nel viaggio di ritorno in Malawi ho approfittato di uno stop-over per visitare Addis Ababa; la città della mia “infanzia professionale” come odontotecnico in Africa. E’ un vero piacere tornare e ritrovare i posti che tanto mi hanno ormai quasi quindici anni fa.
Già nell’avvicinarsi alla città con l’aereo sono evidenti i segni di massicci cambiamenti.
Atterrato, l’aeroporto che conoscevo veramente come le mie tasche non esiste più.
Al suo posto una moderna struttura d’acciaio e vetro piena di passeggeri. Depositati i bagagli all’Axum Hotel sull’Asmara Road -dotato di una veloce connessione internet senza fili gratuita- mi sono subito mosso alla volta dello Yekatit 12 Hospital a Siddiskilo.
Uno dei più grandi ospedali della capitale e sede della clinica dentistica. Raggiungere il posto non è stato difficile e per calarmi il più possibile nell’atmosfera ho preferito un matola al solito taxi. La prima impressione per strada è stata quella di confusione totale -normale direte voi in una metropoli africana- nel senso che non mi ritrovavo più.
Tantissime nuove strade -i cinesi hanno pure costruito un sistema di tangenziali e svincoli tipo quello di Milano dove sotto i viadotti trovano posto una variegata tipologia di poveri. Moltissime automobili e una miriade di palazzi alti 10-15 piani, molti finiti mentre altri a diversi stadi di costruzione. Per farla breve tutti i miei punti di riferimento erano scomparsi e soltanto a tratti riconoscevo alcuni angoli rimasti quasi immutati. Su marciapiedi affollati da una variegata umanità, tantissimi negozi e locali offrono quasi di tutto. In particolare mi ha colpito il numero di macchine per palestra che vendono per strada, gli internet cafè e i saloni di bellezza.
La ragione di questo “fermento”, mi è stato spiegato, si deve a massicci aiuti da parte di donors internazionali; principalmente banca mondiale e unione europea. Anche le cospicue rimesse della diaspora fanno la loro parte specialmente nell’import-export e nelle imprese di servizi. In particolare dalla zona di Washington dove vive la più grande comunità etiope all’estero -quasi un milione di persone. Un altro motivo è che il governo ha dovuto fare alcune concessioni dopo l’ultima e veramente inutile guerra -quale guerra può essere utile non so- con l’Eritrea per scongiurare un diffuso malcontento.
Arrivato in clinica cerco facce note ma dal cortile non riconosco nessuno. Decido di entrare e raggiungere il laboratorio. All’interno due donne …… subito non ci siamo riconosciuti ma dopo un attimo i volti si aprono in grandi sorrisi. Sono proprio Mhaskaram e Sysaye. Baci, abbracci e saluti vanno avanti per due buoni minuti. I convenevoli in Etiopia sono molto importanti. Stanno bene, sposate con figli.
Telefoniamo a Mesfhin che ci raggiunge. Dei quattro originali manca purtroppo Khettakio -l’uomo d’oro in amarico. Proprio una bella rimpatriata. Fanno il caffé e sul pavimento mettono dell’erba per ricordare i legami con la terra. Tre tazze. Il primo giro, più forte, è dei padri, il secondo per le madri e il terzo per i più deboli, i bambini. Tento il mio sopravvissuto repertorio in amarico ma faccio confusione con il chichewa del Malawi. Ancora, fra loro, parlano in spagnolo per i trascorsi scolastici a Cuba. Qua poco è cambiato. Certo alcune attrezzature non funzionano altre le stanno sostituendo ma la formazione continua nonostante i pochi mezzi.
Resto anche un pezzo di pomeriggio e incontro il Dr. Solomon. Poco prima della mia partenza nel 1993 è rimasto in carcere quasi nove anni per niente. Ora è il direttore della clinica e sì impegna come può. La scuola è sotto l’ombrello dell’università di medicina e fra poco inizieranno i corsi in odontoiatria di cinque anni. La voglia di fare c’è e anche le idee non mancano ci vorrebbero, come al solito, più risorse.
Nel tornare all’albergo percorro un lungo pezzo a piedi, Aratkilo e giù fino a Meskel Square la piazza della rivoluzione. Le facce della gente con odori, profumi e sapori sono quelli di una volta però. Solo i giovani indossano un abbigliamento più moderno -direi veramente trendy. Gli anziani invece sempre con il Ghabi, la loro inconfondibile veste bianca, che gli da un misto di fierezza ed eleganza anche dove c'è la miseria più nera. La mattina seguente alla partenza, nonostante la stagione con pioggia e freddo, c’è più di un rimpianto nel lasciare Addis Ababa la città del nuovo fiore.
Per finire una notizia di cronaca. Non sei rimasto soddisfatto del passaggio al terzo millennio sette anni fa? Non preoccuparti, puoi rifarti presto. L’anno 2000 in Etiopia cade l’undici settembre -che coincidenze cabalistiche- perché è in uso un sistema basato sul calendario Giuliano. Il nuovo millennio sarà salutato con festival ed eventi che si protrarranno per molti mesi. Tutti gli aspetti della vita culturale etiope come musica, arte e cibo saranno celebrati. L’aspettativa è quella di ospitare milioni di persone da tutta l’Africa e dal mondo intero. Se volente un consiglio andateci! Si trova anche il Campari. A settembre inizia la primavera a Addis Ababa. Solo cieli sereni con meravigliosi panorami mozzafiato. Poi queste popolazioni -bellissime e fiere- se la meritano davvero una visita. Vorrei per l’Etiopia intera un terzo millennio di sviluppo e pace e a me stesso un augurio di tornarci presto.





















ciao a tutti Baba

Posted by cicchia at 01:07:53 | Permanent Link | Comments (0) |

La collina delle formiche (da

Poche settimane fa sono andato in campagna; ho accompagnato Patrik -uno
studente della scuola- nei dintorni di Balaka. Andava a trovare una sua
cugina al villaggio di Kapandatsitsy e a comprare un sacco di fagioli per la
mamma.
Niente di che come viaggio, soltanto una decina di chilometri lontano
dalla strada asfaltata ma già dopo poco si notano i contrasti con le case di
mattoni rossi e i tetti in lamiera che lasciavano il posto a capanne di
fango marrone ricoperte di paglia.
Come mi avvicinavo al villaggio la
campagna sembrava uguale intorno a Balaka salvo una maggiore deforestazione,
i matola (piccoli pulman) molto più scassati e la polvere.
Ero quasi arrivato alla meta quando noto una moltitudine di persone che
aspettano questi matola; con mia sorpresa erano tutti in piedi sopra un
chulu. Volevo ignorare la strana assemblea ma una buca di dimensioni
esagerate mi costringe a rallentare e clamorosamente nessuno mi domanda un
passaggio.
C'era qualcos'altro che la gente stava facendo sulla collina
delle formiche e così ci siamo fermati.
Subito dopo un ragazzo di nome Ncozana si avvicina e mi domanda "Signore,
vuoi fare una telefonata?" Ho subito realizzato che il chulu era un phone
bureau e raggiunta la "cima" tre cellulari e una borsetta erano appesi ai
rami di un albero.
Dopo un po¹ la borsetta trilla e una signora risponde "Muli wuli uko ku
Jubeki?" che significa ³come va in Johannesburg?² In sostanza la donna
informava il marito dei progressi della casa che stavano costruendo e che
per completare i lavori aveva bisogno di soldi, immediatamente!
Ncozana si prende la briga di spiegarmi qualcosa circa il chulu; ³i villaggi
vicini non hanno copertura perché sono alla periferia del segnale e
all'interno di una valle mentre Kapandatsitsy è più fortunato, un po' più
alto con il chulu che è un ottimo posto.
Per capirci, appena raggiunto ilpunto più alto, la ricezione passa da zero a cinque tacche;
potevocomunicare con il mondo intero dalla sommità di un chulu!
Ncozana mi diceche molti giovani nei villaggi vicini sono in Sud Africa a lavorare e
comprano i cellulari alle mogli per facilitare la comunicazione e che al
villaggio di Kapandatsitsy c¹è forse la più alta concentrazione di
cellulari, in un contesto rurale, dell¹intero Malawi. Durante il fine
settimana ci sono solo posti in piedi sulla collina delle formiche perché
amici e parenti comunicano appunto con il loro amici e parenti che sono in
riposo dal lavoro in Sud Africa.
Modernità e telecomunicazione hanno anche
qui, come da noi, strani risvolti con amori e tradimenti che si consumano al
telefono e, a parte i problemi sentimentali, il chulu è un¹arteria vitale
per la zona. Gente da villaggi lontani viene sulla collina per scambiarsi
informazioni e il bello è che nessuno si proclama padrone o domanda il
biglietto. Anzi, questo piccolo chulu genera commercio; si possono trovare
bici-taxi per gli spostamenti più lontani, venditrici d¹acqua e mercanzia
varia per soddisfare le necessità dei telefonisti e ricordare il passo
gigante -grazie anche a delle piccole formiche- che il Malawi sta facendo
nelle telecomunicazioni.



















ciao

Posted by cicchia at 01:03:20 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì, Luglio 16, 2007

BICI TAXI

Un giorno sono rimasto senza trasporto. La bici era buca, la macchina non aveva gasolio (in paese non c’era verso di trovarne neanche una goccia) e dovevo andare lontano da dove vivo per incontrare una persona. La strada non la conoscevo bene così mi sono deciso e ho affittato una bici taxi.
Dopo la contrattazione di rito mi ritrovo seduto su un trespolo posticcio di una pesantissima bicicletta cinese -prodotta per il mercato africano però- che di nomignolo fa Mangochi Boy. La partenza non è delle migliori, poche pedalate e scende la catena, inconveniente che Mangochi Boy risolve in un attimo. Effettivamente non so se Mpeseni il ciclista che mi trasporta sia venuto al mondo realmente a Mangochi, importante è che schivi le buche perché l’imbottitura del sellino su cui appoggia il mio posteriore fa veramente desiderare. Dopo pochi minuti e tanti sobbalzi raggiungiamo la strada asfaltata.
Per circa tre chilometri è uno spasso con Mpeseni che sorpassa tutti. Sembra abbia innestato un cambio speciale, la bici risponde benissimo e le ruote girano sull’asfalto senza una vibrazione. Il solito panorama visto da un’angolazione diversa prende un altro aspetto con i sorrisi dei bambini che ci salutano veramente vicini. Il divertimento finisce non appena scendiamo dal gradino che separa l’asfalto dalla terra battuta. Non era proprio un gradino e con una bella botta al mio culo abbiamo bucato, pochi metri e siamo fermi a neanche metà strada! Speriamo che non si sia rotta la ruota. Scendiamo e insieme alla bici ci mettiamo sotto un mango. Il cerchione è a posto così come i raggi si tratta per fortuna di una semplice foratura. Con calma tutta africana Mangochi Boy tira fuori gli attrezzi per la riparazione; una pinza che avrà almeno venti anni tutta arrugginita, una piccola leva piatta, della carta vetro, un pezzo di camera d’aria tutto rotto e un tubetto di mastice.
La sosta forzata mi permette di conoscere qualcosa di più del mio amico tassista che per combinazione parla un po’ d’inglese. Mpeseni è un giovane mussulmano di cinque lustri ed esercita la professione di bici taxi driver da circa due anni. Professione perché è un tassista con la licenza, tutto orgoglioso mi fa vedere il foglio della polizia che prova il versamento della tassa annuale di cento kwacha. Lavora tutta la settimana tranne il Venerdì -giorno di festa per i mussulmani- inizia la mattina verso le cinque e finisce con lo scuro della sera. Fa otto-dieci corse al giorno che gli permettono di guadagnare mediamente 300 kwacha, 400 quando va bene. La manutenzione del mezzo, se non ci sono problemi particolari come rotture del telaio che vanno saldate, si prende 200-300 kwacha ogni mese. A volte è impegnato anche di notte, su appuntamento beninteso e la tariffa è doppia. Come molti malawiani Mpeseni ha un cellulare e viene contattato dai clienti, fa niente se non ha credito per chiamare. Il tragitto più lontano che ha fatto è stato a venti chilometri lungo una pista sterrata, portava una mamma con il bambino malato ad un ospedale dove c’era la medicina giusta per guarirlo. Il prezzo della corsa dipende naturalmente dalla lontananza del posto da raggiungere e non varia se si è particolarmente robusti, se si hanno pesanti valigie, bambini al seguito e come capita spesso animali tipo polli, capre o pecore. Una volta -giuro- ho visto una signora con un piccolo vitello, legato per bene, sistemato sul manubrio. I clienti non hanno fretta e generalmente possiedono un senso relativo dell’urgenza. Durante il tragitto conversano volentieri sia al cellulare che con il guidatore, le donne solitamente di come va la famiglia mentre gli uomini preferiscono parlare d’affari. Quando ha iniziato a lavorare la bicicletta era nuova, comprata grazie ad un prestito di un lontano parente che lavora in Sud Africa, adesso sembra usata da dieci anni e per i nostri canoni è poco più che un rottame. Mpeseni non è molto felice della sua attività, fa questo lavoro perché è povero. Vorrebbe sposarsi e aprire un piccolo negozio con la moglie ma al momento non ci sono soldi. In ogni modo, e nonostante tutte le mie domande, Mangochi Boy ha trovato il buco tra una infinità vecchie forature riparate. Pochi minuti e la pezza è al suo posto. Dobbiamo solo aspettare che il mastice faccia presa, sperare che la pompa funzioni e che la valvola regga. Ripartiamo ed è subito sciagura. La strada sterrata è abbastanza liscia e senza buche ma le macchine che passano sollevano nuvole di polvere che non se ne vanno.
Ci fermiamo per domandare informazioni, non ci sono vie o numeri civici e dopo duecento metri, lasciamo la pista per uno stretto sentiero in salita fra i campi verso una collina. Il pendio inizia a farsi ripido e Mpeseni deve salire sui pedali, chissà se riuscirà a mantenere l’andatura. C’e uno strappo da superare, inevitabilmente cade la catena. Siamo quasi arrivati percorro così l’ultimo pezzo camminando a fianco di Mangochi Boy. A casa il tipo che dovevo incontrare non si trova.
I vicini di capanna dicono che è andato a Zomba per delle spese e non è ancora rientrato. Non mi resta che tornare, tutta questa fatica per niente. Il rientro lo racconto un’altra volta però. Data la stagione è arrivato un bel temporale e tutta la polvere di prima si è trasformata in fango.

Posted by cicchia at 00:23:43 | Permanent Link | Comments (1) |

El fumante unido jamas serà vencido

E noi ci adeguiamo, I mean the smokers.
Ci adeguiamo ma ci uniamo all' insulto contro la totalitaria legge anti fumo di Blair, ricordino, giusto prima di lasciare la patata bollente ( o fumante ) al puffetto grasso e scozzese Gordon. Sí, ci adeguiamo al fumare fuori dai pub e dai ristoranti e condanniamo l'assurdita della legge e la totalitarietá delle regole imposte.
         Giusto ieri sera, fuori dall'Arbeit Bar in North End Road mi sono ritrovato a dividere le spire saporite di una Marlboro con delle ragazze e altri ragazzi Inglesi, ballando alla melodia di una canzone dei Doors proveniente dall'interno del bar, e guardando l'interno del locale si potevano vedere i commensali bere le loro birre, appoggiati al banco, muovendo solamente un piede al ritmo della musica o solamente dondolandosi con Morrison, al contrario i personaggi "fumanti" fuori dal locale, si lasciavano andare alla musica danzando (paia in bocca) sul marciapiede senza, tra l'altro lasciar cadere una sola goccia di nettare di luppolo dalle pinte ondeggiandi. Era solo un inno che alla musica di Jim s'innalzava all'unisono" Fumantes unido jamas será vencido" come a dire i migliori a Londra, ora, si possono solo trovare fuori dai pub degustando birre e lasciandosi inebriare dal gusto di una sigaretta, danzando e creando questo "circolo limitato" di persone che alla fine cercano solo la democrazia sparita, dissolta da questo paese che tanto la portava alta come bandiera, come simbolo e come differenza e unicitá.

NA PAIA L'É SEMPER NA PAIA
  

Posted by cicchia at 00:20:41 | Permanent Link | Comments (0) |

Sabato, Luglio 14, 2007

volantiniamo

passa parola

su Beppe Grillo's blog, troverete il volantino del Vaffanculo Day

scaricate il file e mandateli affanculo

ciao Cicchia

Posted by cicchia at 17:17:30 | Permanent Link | Comments (0) |

BABA DA UN PO' I NUMERI

Ciao, ogni tanto bisogna dare i numeri.
Non solo metaforicamente ma anche realmente per tentare di capire la situazione in cui si è immersi. Di seguito una breve lista. Alcuni veramente strani, partoriti da una mente senza speranza di recupero mentre altri, spero, ti aiutino a scoprire (se ti va) realtà distanti come il Malawi. Non ti preoccupare l’elenco sembra lungo ma prende, circa, tre minuti
 
38             anni, la speranza di vita in Malawi
8               le sedie caricate su una bicicletta, record (terreno accidentato)
6               i figli per famiglia (media)
185.75      malawian kwacha per un euro (i centesimi di kwacha si chiamano tambala, gallo in lingua locale)
4               le gomme buche nelle ultime tre settimane (bici + macchina)
5               kwacha un mango
28             i passeggeri su un  minibus (personal best) +
2               capre piccole vive e
3               polli naturalmente vivi
2               numero di jeckos che posso vedere mentre uso il computer
400           kwacha per un’ora d’internet
3               ore la lunghezza media della messa domenicale
40%          i fiammiferi marca Leopard che non si accendono (media)
704           metri la profondità massima del lago Malawi
30             kwacha  una corsa di circa 2 Km. in bici-taxi
1448         la somma dei numeri fino a questo punto
100           circa i medici, con gli stranieri, che lavorano in Malawi (più di un terzo sono in ufficio). Ci sono più dottori del Malawi a Manchester che in tutto il Malawi!
35             il costo di una bottiglia di coca cola (30cl.)
666           il numero finale del mio cellulare
160.8        kwacha un litro di benzina
250           i Km che separano Balaka dalla capitale (circa)
3               i quotidiani a livello nazionale
1/3           i sieropositivi nella popolazione (stima)
115          kwacha per un pacchetto di sigarette Embassy al mentolo
60%         i posti di lavoro non occupati per mancanza di risorse umane nel settore sanitario
29             i gradi durante la scrittura di questa lista
80             kwacha una bottiglia di birra Carlsberg (33 cl.) prodotta localmente su licenza
00265       il prefisso telefonico internazionale del Malawi
1               le reti televisive in Malawi
3002         metri il punto più alto del Malawi; Sapythua Peak - Mulanje Massif
4               i mesi della mia permanenza in Malawi (al momento)
154.5        kwacha un litro di gasolio
2               gli operatori di telefonia mobile
12,76        KB/sec. la velocità di connessione questa sera (ah, fosse sempre così!)
8               i sacchi di chimanga (granoturco) da 50 Kg. consumati annualmente da una famiglia
400           metri (circa) l’altezza di Balaka sul livello del mare
100           i pazienti che mediamente un’infermiera cura durante il suo turno di lavoro
4               il numero delle università
60             kwacha un quotidiano
1500         kwacha circa per una semplice bara di legno (entry quality)
0               kwacha per scavare la fossa, ci sono dei volontari come paga basta del cibo
3               le centrali idro-elettriche in Malawi (una veramente minuscola)
25             i ministri del governo
5000         euro circa il costo per realizzare un pozzo con pompa manuale (good quality)
1100000   gli orfani (stima) circa il 10% della popolazione (per orfano si intende di un genitore o di entrambi)
2               le punture per il mio mal di schiena (fra ieri e oggi)
1,1,1,2,3  rispettivamente; guidatore, mamma, bambino, capre (piccole) e polli su una bici-taxi (record)
3               le interruzioni di corrente oggi (poco più di un’ora in tutto)
250           kwacha per l’estrazione di un dente nella clinica dove lavoro
35             la somma dei numeri che compongono il numero telefonico del mio cellulare
27,7          i GB di spazio libero sul mio hard disk
8               la pagina in cui mi sono fermato nel leggere un libro di Fabio Volo (fa schifo)
5               i libri letti in quattro mesi
5               gli studenti del corso per odontotecnici
8                tutte, le batterie ricaricabili che ho portato e che non funzionano più per gli sbalzi di tensione
2               i treni che partono e arrivano alla stazione di Balaka in una settimana
12             milioni la popolazione del Malawi (stima) di cui il
63%         definita povera cioè vive con meno di
2               euro al giorno
3               i messaggi di posta elettronica che ho ricevuto oggi
4              il lago Malawi è la quarta riserva di acqua dolce al mondo
101           i contatti sulla mia SIM card Malawi Telekom
9               minuti, ogni nove minuti muore una persona per AIDS in Malawi
60             kwacha per affrancare una cartolina diretta in Italia
50             metri la profondità media di un pozzo per l’acqua nella zona di Balaka
7               gli odontotecnici in Malawi (8 con il sottoscritto)
74             Kg. il mio peso, clamorosamente invariato, la bilancia è made in Zambia però
58             i numeri elencati fino a questo punto
2               le zanzare che mi hanno morsicato da quando sto scrivendo questa lista
3              i tre giorni che un abitante di un paese avanzato impiega per consumare l’energia che un malawiano usa in un anno
550           kwacha per riparare una ruota buca della macchina (entry quality)
1               i pezzi di stoffa comprati, uno stampato su cotone di vari quotidiani del 1981
300           kwacha è costato, lo uso per riparare la stampante dalla polvere
166           iesimo, la posizione del Malawi su 177 paesi fonte  http://hdr.undp.org/hdr2006/statistics/
782           le parole della lista a questo punto.
45%         della popolazione del Malawi non ha accesso ad acqua sicura (stima)
997          il numero per chiamare la polizia
20            kwacha per una bottiglia di plastica vuota da un litro
1               minuto, se fra un minuto se non mi viene più in mente niente rileggo, salvo e invio.

Baba alla prossima


 

Posted by cicchia at 16:53:16 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì, Luglio 04, 2007

Tempestata a Londra

Tempestata dici?

Mai gli Inglesi hanno avuto il piacere di assistere ad una vera tempestata, ad una grandinata con tutti i chicchi tondi bianchi e........santi crismi.

ore 17.30 il cielo si oscura come non faceva dai tempi dell'eclissi messicana del 1455 (parole di Cortez) ed inizia il diluvio di gin tonic senza gin.
primo effetto: il mio assistente in preda al panico mi disturba nel mezzo di un dialigo filosofico con un paio di lenzuoli ed un dibattito sindacale sulle ore del sonno legali con un cuscino estremista per avvertirmi che un vetro del lucernario  si era rotto e che un Niagara di acqua stava non tanto lentamente riempiendo il forno della pizzeria. All'arrivo sul posto del delitto la cucina era in sciopero per un ammutinamento del cibo.
     20 cm di acqua nera, putrida e ondeggiante si stava impadronendo come un Blob dei frigoriferi e lasciava liberi i prigionieri: Filetti di bue nuotavano allegri e muuuuggendo di felicita per la sorpresa libertá frigorifera, cosí come spigole con gli occhi stralluzzati tentavano di ricordarsi come nuotare rincorrendo una sogno libertá abbandonato il giorno prima assieme a poche viscere lasciate nel fondo di un lavandino. Cozze e vongole si lasciavano andare ad un rumoroso gioco di nascondino tra le acque nere familiari trafficate da zoccoli galleggianti di chef e padelle piene di carestia.
       dopo il danno la beffa di lavare con disinfettante una cucina 5 frigoriferi e riempiendo sacchi neri di corpi esanimi e senza vita di votati speciali del giorno il tutto nel giro di quelle 5 ore spensierate serali.

Causa dell'allagamento del ristorante e dei 25 basement dei negozi di Fulham Hi St., epicentro del disastro atmosferico, sette tombini intasati e mai sturati dall'azienda municipale addetta.

Ora la domanda dei residenti é: shall I blame Blair or the new wanker Brown?
Blair é stato piú che furbo: se n'é andato due giorni dall'antidemocratico e fascista smoking ban ed un giorno prima del giá previsto (ma mantenuto segreto) temporale primaverile di luglio.
Buono, la colpa é di Brown e la merda mia.

what can I say? fuck the world or better I don't give a s***t.

WORLD SHUT YOUR MOUTH

CIAO

 

 

Posted by cicchia at 21:35:02 | Permanent Link | Comments (0) |
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